Agricoltura Sostenibile e Multifunzionale

La società cooperativa agricola Canapa Campana nasce nel 2015 per iniziativa di tre giovani agricoltori, Valentina Capone - Simona Falco - Giuseppe Mugione, accomunati dall'amore verso la propria terra e animati dalla convinzione che solo mediante un sistema cooperativo e di filiera corta si può seriamente re-introdurre la coltivazione di una pianta nobile e antica quale la Canapa in quei territori che, fino alla metà del secolo scorso, contribuivano a rendere l'Italia la seconda nazione al mondo per quantità di canapa prodotta e la prima nazione per qualità della fibra. Intorno al 1914, infatti, la provincia di Caserta produceva circa 157.000 quintali di canapa mentre nel napoletano i quintali prodotti erano 89.000, facendo sì che la Campania fosse la seconda regione italiana per produzione di canapa tessile.

Abbiamo scelto la canapa in quanto si tratta di una pianta estremamente versatile, che ha molteplici campi di applicazione e che ben si presta ad essere risorsa preziosa per favorire un modello di sviluppo territoriale ed economico sostenibile . La canapa per caratteristiche specifiche ha, infatti, un bassissimo impatto ambientale e gli effetti benefici e positivi su agricoltura e ambiente si possono riscontrare sia nella fase di crescita della pianta che nelle materie prime ottenute dalla sua trasformazione. L’assenza nel quadro regionale di una realtà cooperativa in grado di seguire il produttore agricolo non solo dal letto di semina alla raccolta ma anche fino alla trasformazione ha fatto sì, nel tempo, che l'entusiasmo di molti produttori sfumasse quando si arrivava al raccolto e all’analisi dei ricavi.

La cooperativa Canapa Campana avendo ad oggetto la trasformazione e la commercializzazione della canapa conferita dai produttori agricoli associati ha l’ambizione di colmare quel vuoto avviando una filiera produttiva corta ed organizzata. Partiremo dalla trasformazione dei semi di canapa in olio e farina per poi proporre contratti di rete alle varie realtà artigiane presenti sul territorio (pastifici, panifici, caseifici, pasticcerie, birrifici, etc.) con l’intento di realizzare e lanciare sul mercato una gamma vasta e varia di prodotti in grado di far apprezzare sapore e qualità organolettiche dei prodotti alimentari derivati dalla canapa anche al consumatore più ignaro.

Il nostro obiettivo è, comunque, riuscire a sfruttare l’intero potenziale della pianta ed, in tal senso, stiamo interrogando attori economici di vari settori industriali al fine di pianificare ed organizzare la commercializzazione anche di fibra e canapulo. Attualmente si possono ricavare 4 prodotti semilavorati per la commercializzazione, da cui possono derivare un gran numero di prodotti finiti:

  • Fibra lunga: tessuti per abbigliamento, arredamento, corde, tappeti;
  • Fibra corta: carta, feltri isolanti, geotessili, compositi;
  • Canapulo: pannelli isolanti, materiale per edilizia, lettiere;
  • Semi: olio alimentare, cosmetica, vernici, resine.

Come si può notare, i settori dove si può introdurre la canapa sono quelli che pongono i maggiori problemi in termini di depauperamento delle risorse naturali non rinnovabili; inoltre, grazie alle applicazioni nel campo edile la canapa rappresenta un’alternativa alla produzione di materiali altamente tossici per l’uomo (lana di vetro, amianto) o dannosi per l’ambiente (vernici, materiali inerti da cave). Il nostro intento è rilanciare la coltura della canapa anche a fronte di un crescente movimento di opinione che ne sta rivalutando i vantaggi soprattutto ambientali, ricostruendo ex novo la filiera produttiva di quella che, per secoli, è stata una delle più diffuse coltivazioni al mondo.